ABBINARE MATERIALI E COLORI IN BAGNO
Quasi tutti ibagni moderni nascono beige, per prudenza più che per gusto — è la stanza che si cambia meno spesso e con cui si convive più a lungo. Eppure il carattere non richiede di osare su tutto: bastano una base neutra estesa, un solo gesto fortee un materiale che li tenga insieme.
Si parte dal pavimento e dai rivestimenti del bagno, con il gres porcellanato effetto pietra della serie Eterea di Tuscania Ceramiche nel colore sabbia. Il sabbia non è una rinuncia al colore, ma la condizione perché funzioni: una base fredda spegnerebbe il rosso, una calda e minerale lo accende. Il passaggio interessante è che la stessa tinta alterna due texture, la superficie liscia e la finitura millerighe. Nessun secondo colore, solo un cambio di lavorazione: la luce radente incontra le microrigature e le trasforma in vibrazione, mentre la porzione liscia resta ferma. Il rivestimento guadagna profondità restando monocromatico, soluzione particolarmente efficace nei bagni dove la luce naturale scarseggia.
Il gesto forte arriva dal piano top con lavabo integrato, in Rosso Lepanto opaco, tra le opzioni più pregiate del catalogo Arbi Arredobagno per piani e consolle. È un marmo dal fondo bordeaux, percorso da venature bianche irregolari e inclusioni brecciate, e la finitura opaca è una scelta precisa: smorza il riflesso e lascia leggere la materia, dove il lucido avrebbe dato un risultato più appariscente e meno profondo. Il piano è montato sul mobile sospeso della collezione Street in lacca Sambuco, caratterizzata dalla presa integrata nell'anta: l'assenza di maniglie alleggerisce i volumi e lascia risaltare le finiture. Il mobile è progettato per non competere, ed è esattamente ciò che serve quando il protagonista è il piano.
Il rosso non resta però confinato al lavabo. La finitura Rosso Casale lo porta sulla rubinetteria, sui profili del box doccia walk-in della linea IBRA Showers e sul piatto doccia: stessa famiglia cromatica, registro opposto. Dove il marmo è materia variabile e brecciata, il Rosso Casale è colore pieno e uniforme. Sono due rossi che convivono senza sovrapporsi proprio perché occupano ruoli distinti, uno racconta e l'altro tiene il ritmo.
A tenere insieme base e accento è la parete traforata che separa la zona lavabo dalla doccia: Arialuce di Marca Corona, prima collezione di gelosie del marchio, nata dalla collaborazione con la storica fornace S. Anselmo. Sono volumi estrusi in terracotta, modellati nelle forme Curve, Pertuse e Asole, ciascuna con un grado diverso di filtraggio visivo. La gelosia risolve un problema ricorrente, quello di separare senza chiudere: una parete piena sottrae luce, un vetro non offre riparo, mentre il traforo costruisce una soglia lasciando passare aria e luce. Retroilluminata, diventa essa stessa la superficie che dà il tono all'ambiente. E lo specchio frontale ne raddoppia l'effetto, riflettendo la trama della gelosia: la parete traforata compare due volte, ma è stata posata una volta sola.
Oltre la gelosia la composizione cambia registro. I sanitari a terra di Ceramica Cielo, in bianco opaco, sono l'unico elemento che non chiede attenzione: dove lo smalto della terracotta rimanda la luce, la superficie opaca la assorbe. In una palette che ha già tre voci — il rosso, la terracotta, il verde — una quarta avrebbe rotto l'equilibrio. Il bianco opaco funziona proprio perché non aggiunge nulla: costruisce la pausa che rende leggibile tutto il resto, e la scelta a terra ancora la zona sanitari al pavimento, distinguendola dalla leggerezza sospesa del mobile lavabo.
La scelta più controcorrente è il pavimento tessile verde salvia di Interni 2000, realtà del territorio specializzata da oltre trent'anni in pavimenti resilienti e tessili. I tessili contemporanei per ambienti umidi non sono la moquette degli anni Ottanta: fibre sintetiche, supporti impermeabili e trattamenti antimicrobici hanno reso praticabile un impiego prima impensabile, con il vantaggio di un comfort superiore rispetto alle pavimentazioni dure, calore al piede e assorbimento del riverbero acustico. Sul piano cromatico il salvia è il complementare del rosso in versione desaturata, e raffredda quel tanto che impedisce alla palette di saturarsi.
Una composizione come questa nasce da una selezione, non da un catalogo. Ogni elemento ha alternative che ottengono lo stesso effetto con materiali, lavorazioni e budget differenti: il Rosso Lepanto ha equivalenti in gres effetto marmo, la texture millerighe si ritrova in più di una collezione, il tessile esiste in decine di grammature. Ed è accostandoli dal vivo, sotto la stessa luce, che una palette smette di essere un'ipotesi.
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Sabbia, salvia e Rosso Lepanto: quando la materia detta il progetto.
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