IL BAGNO COME GIARDINO SEGRETO
C'è un'immagine che torna spesso quando si pensa al bagno ideale: una vasca al centro della stanza, l'acqua ferma, e alle spalle una parete di vegetazione così fitta da sembrare l'ingresso di un giardino segreto. Un ambiente che funziona davvero come una piccola oasi botanica: lavarsi o immergersi diventa un momento diverso, più lento, con uno sfondo naturale al posto della solita parete bianca.
Il problema è che replicare questo effetto in un bagno reale, con l'umidità e gli sbalzi di temperatura che mettono alla prova i materiali ogni giorno, di solito significa scegliere tra una parete vegetale, con tutto quello che comporta in termini di irrigazione, luce e manutenzione, oppure rinunciare all'idea. Serve un materiale che restituisca la stessa sensazione senza quelle complicazioni, a partire da quello che riveste la parete stessa.
Qui entra in gioco Greenwall di Panaria Ceramica: una lastra in gres porcellanato ultrasottile, 3,5 mm di spessore nel formato 50x100 cm, con un decoro floreale che riproduce, quasi a grandezza naturale, l'effetto di una cascata di vegetazione. Essendo gres a tutti gli effetti, regge l'umidità di un bagno senza compromessi, e nel formato grande e nello spessore ridotto permette in molti casi di posarla anche sopra un rivestimento già esistente, utile quando in ristrutturazione demolire tutto non è la soluzione più semplice. È un gres che imita l'effetto della vegetazione senza bisogno delle cure che servirebbero a una parete verde autentica: niente irrigazione, niente luce dedicata, niente manutenzione nel tempo. Nella stessa collezione, sotto lo stesso tema Natural Mood e nello stesso formato, ci sono anche Hedge, una siepe più ordinata e compatta, e Rainforest, una vegetazione fitta che ricorda una foresta tropicale. Cambia il decoro, non la tecnica: la lastra resta identica in spessore, posa e resistenza.
UNA VASCA A FORMA DI FIORE
Davanti a questa parete la vasca è Primula di Relax Design: forma ovale, bordi sottili, realizzata in Solid Surface. Anche il nome richiama la natura, come per Greenwall: Primula prende ispirazione dal fiore della famiglia delle Primulaceae, apprezzato come ornamentale nonostante le dimensioni minute. Immergersi in questa vasca dai bordi sottili, con la parete verde alle spalle, dà quasi la sensazione di essere accolti dentro un fiore appena sbocciato, cullati dai petali e circondati dalla vegetazione. Il Solid Surface, tra l'altro, è un materiale caldo al tatto, ripristinabile con una spugna abrasiva in caso di piccole abrasioni superficiali, e pensato per restare a centro stanza, visibile da ogni lato. Primula non è un pezzo isolato: fa parte di una linea Relax Design in cui ogni vasca prende il nome da un fiore diverso, da Loto a Lilium, da Ibisco a Datura, ciascuna con una piccola identità botanica alle spalle. Scegliere la vasca diventa così anche una scelta di carattere per l'ambiente, non solo di forma.
TRE MODI DI RACCONTARE LO STESSO GIARDINO
Le due gamme, messe insieme, aprono più di una versione dello stesso giardino segreto.
Il giardino ordinato. Una parete Hedge, con la sua vegetazione compatta e regolare, insieme a una vasca Lilium, dalle forme squadrate e concrete, restituisce un'atmosfera più architettonica, quasi da giardino all'italiana.
La giungla tropicale. Rainforest e la sua vegetazione fitta si abbinano bene a Ibisco, vasca dalle forme sinuose che prende il nome da un fiore originario delle regioni tropicali. Il risultato è un bagno più esotico, con più carattere.
La radura fiorita. Greenwall e Primula, la combinazione da cui siamo partiti, restano la via di mezzo, delicata ma rigogliosa, la versione più semplice da inserire in un bagno di dimensioni contenute.
Qualunque delle tre varianti si scelga, c'è un elemento che tiene insieme la composizione: la rubinetteria Otago di Vema, in acciaio inox, disponibile nelle finiture acciaio spazzolato e oro spazzolato. Il suo compito è fare da raccordo tra i toni chiari della vasca e il verde della parete, qualunque sia la texture scelta, senza mai rubare la scena agli altri due elementi.
Un bagno così si costruisce togliendo, non aggiungendo: pochi elementi, ognuno con un compito preciso, e la libertà di scegliere quale versione del giardino segreto raccontare. Non è un'estetica che si compra a pezzi separati, ma un equilibrio che va pensato insieme, tenendo conto di come ogni materiale si comporta nel tempo in un ambiente che resta comunque un bagno, con tutto quello che ne consegue in termini di umidità e uso quotidiano.
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Una vasca a forma di fiore, una parete verde in gres: il giardino segreto nasce in bagno.
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