Il restyling del Priori Secret Garden, nel centro storico di Perugia, ha dato a ognuna delle cinquanta camere un colore proprio. Le tinte derivano tutte da un affresco del Perugino, la Consegna delle chiavi.

Al Priori Secret Garden nessuna delle cinquanta camere ha la stessa planimetria. L'albergo occupa un edificio del centro storico di Perugia in cui il layout cambia da piano a piano e da stanza a stanza. Il restyling firmato dall'architetto Letizia Spigarelli ha assunto questa eterogeneità come dato di partenza e ha usato il colore per renderla leggibile.

La palette viene da un affresco del pittore che porta il nome della città. Otto tonalità (rosa, giallo oro, arancio, sabbia, blu oltremare, melanzana, verde e ruggine) sono state estrapolate dalla Consegna delle chiavi, l'opera che Pietro Vannucci, per tutti il Perugino, dipinse nella Cappella Sistina. Da quelle otto tonalità sono derivate sessantacinque colorazioni, una per ogni ambiente che ne aveva bisogno. La matrice resta comune mentre le declinazioni cambiano stanza dopo stanza, ed è per questo che l'albergo risulta vario e insieme coerente.

Il colore non riguarda soltanto le pareti. Si trova sulle testate esistenti in legno di castagno, pitturate e reinterpretate, sulle boiserie realizzate dalle maestranze locali, sugli stipiti e sulle ante, sui soffitti, sui termoarredi, sul bancone della reception. Serve a ritagliare geometrie, ricavare nicchie, costruire baldacchini metaforici e spazi raccolti. Nel progetto il colore fa il lavoro che di solito si affida ai tramezzi e agli arredi: disegna il contenitore invece di rivestirlo.

A rendere praticabile tutto questo è il sistema Kerakoll fornito da Alfa Group, con le sessantacinque tinte distribuite tra Cementoresina, Microresina, Decor e Absolute Paint. La palette è comune all'intera gamma: la stessa tonalità si ritrova identica sul pavimento, sulla parete e su una porta, pur trattandosi di prodotti diversi. Su un progetto che chiede a ogni stanza di essere riconoscibile, la coordinazione tra i prodotti conta quanto la scelta dei colori.

C'è poi il rapporto con quello che l'edificio aveva già. Il Priori Secret Garden nasce da più fabbricati che nei secoli sono diventati un corpo unico, e i saggi eseguiti in cantiere hanno riportato alla luce strati che il tempo aveva coperto. Il progetto ha scelto di mostrarli. In reception le travi lignee con i decori originali restano visibili attraverso vere e proprie finestre sul passato; nella powder room il pavimento in resina si interrompe al centro per un graniglione arlecchino disposto come un tappeto. Le superfici continue fanno da fondo a queste tracce, e su di esse si muovono gli arredi scelti dall'architetto, in larga parte rigenerati e riadattati secondo i principi dell'economia circolare.

Sessantacinque colorazioni su cinquanta camere hanno richiesto campionature e verifiche ripetute lungo tutto il cantiere: tinte da confermare sotto la luce reale delle stanze, quantità da calcolare su superfici molto diverse tra loro, consegne da scaglionare secondo l'avanzamento dei lavori. In questa fase Alfa Group ha affiancato progettista e impresa, con Sergio Camaleonti come referente, perché ogni colore arrivasse nel momento giusto e nella quantità giusta.

L'ultimo ambiente è la terrazza incastonata tra i tetti della Perugia medievale. Da lì si vede l'orizzonte della città, quello che il Perugino dipingeva alle spalle delle sue figure.

  • Data

    22 Ago 2026

  • Categoria

    Restyling

I colori di un affresco in 50 stanze

Hai un progetto in mente?

Contatta il nostro team: raccontaci la tua idea, ti aiutiamo a realizzarla con i materiali e le soluzioni piu' adatte.